Emiliano Sergio Verga

Emiliano Sergio Verga 

Estetica della follia

(Dialogo)

 

 

CLOWN         Perché non ridi?

 

PAZZO          (Silenzio) Perché sei qui?

 

CLOWN         Come sei scontroso!

 

PAZZO          Perché sei qui?

 

CLOWN         Sono venuto qui per rallegrarti, per lasciar filtrare la luce del sorriso fra le sbarre di questa prigione.

 

PAZZO          Perché sei qui?

 

CLOWN         (Silenzio) Ora basta parlare di me, sono qui per te, per il tuo divertimento.

 

PAZZO          No.

 

CLOWN         Come?

 

PAZZO          So chi sei.

 

CLOWN         (Silenzio) Perché sei qui?

 

PAZZO          Perché porto un’elegante camicia di forza? Perché indosso la maschera di un pazzo? Ah ah ah! Tu, invece? Perché sei truccato da clown?

 

CLOWN         Mi serviva una scusa per parlare con te; mi sono finto un volontario, un intrattenitore: in questo modo nessuno avrebbe badato alle mie parole, prendendole per barzellette, giochi, scherzi.

 

PAZZO          Il clown è sovrano in un regno di scherzi! Ma cosa succede se il mondo diventa uno scherzo? Chi si trucca da clown e inventa i giochi di una realtà folle?

 

CLOWN         Non mi pare così folle la realtà.

 

PAZZO          No?

 

CLOWN         Direi di no; proprio tu, ora, sei relegato qui, in un ghetto per folli. Pare che il mondo sia stato purificato dall’irrazionalità.

 

PAZZO          Sei sicuro di ciò che vai dicendo? Il mondo sopravvive solamente grazie allo squilibrio.

 

CLOWN         Il mondo cercherebbe di eliminare la linfa del proprio sostentamento? Non capisco.

 

PAZZO          Purtroppo capirai. (Silenzio) Ricordi il nostro lavoro?

 

CLOWN         Maestro, io sono ancora un artista, non ho mai smesso.

 

PAZZO          Le tue opere sono prive dell’originalità che distingueva le mie! Sai, anche qui mi è permesso di leggere i giornali.

 

CLOWN         Sì. Purtroppo è così.

 

PAZZO          E’ questo il motivo, che ti ha spinto a venire qui. Lo so, l’ho intuito non appena ti ho visto entrare. Vuoi trovare quella scintilla, che nessun metodo o insegnamento ti potrà mai dare.

 

CLOWN         Ho perfezionato la mia tecnica, ho studiato i grandi maestri, ma tutto ciò che io riesco a produrre sono… copie.

 

PAZZO          Riproduci opere famose?

 

CLOWN         No, no; i soggetti sono originali ma…

 

PAZZO          Sono forme già concepite da altri in passato.

 

CLOWN         Esatto. Eppure non riesco a capire: come può la singolarità di un’opera intaccarne la bellezza? La copia non ha la stessa grazia dell’originale?

 

PAZZO          Non è la bellezza il fondamento dell’arte.

 

CLOWN         No?

 

PAZZO          No, è il valore.

 

CLOWN         Vuoi ridurre l’arte ad una banale merce?

 

PAZZO          Il prezzo è solo un flebile riflesso del reale valore: la sua unicità.

 

CLOWN         No, non capisco! Parli di unicità, ma nessuno oggi si reca in un museo ad ammirare la novità o l’originalità di un’opera del passato, ma la sua bellezza.

 

PAZZO          I musei non nascono perché tu possa vedere le opere d’arte: i musei permettono alle opere d’arte di continuare a guardare te.

 

CLOWN         Le opere d’arte mi guardano?

 

PAZZO          Riesci a sostenere lo sguardo di un ritratto? Non ti senti intimorito?

 

CLOWN         Ma cosa…

 

PAZZO          Rispondi! Non avverti un senso di inquietudine, non cogli l’alone di mistero che le avvolge?

 

CLOWN         Non posso negarlo, ma mi pare assurdo questo discorso.

 

PAZZO          E’ la follia di cui ti parlavo. Solo un visionario, un sognatore, può avvertire queste emozioni e riproporle, chiare e distinte, nelle opere d’arte, così che tutti le possano esperire.

CLOWN         I musei assumerebbero il compito di preservare tali opere?

 

PAZZO          Solo un prodotto eterno può animare i sentimenti dei posteri.

 

CLOWN         No, no, è un ragionamento troppo semplicistico! Come giustificare allora il valore di testimonianza storica di un’opera del passato?

 

PAZZO          Non vedo contraddizioni; credi, forse, che il valore storico sia antitetico con la capacità di suscitare emozioni? Ti sembra così strano che le agitazioni di un’epoca possano riflettersi nelle suggestioni degli artisti?

CLOWN         No, no, ma… (Silenzio). Non riesco a capire.

 

PAZZO          Lo so.

 

CLOWN         Come può un oggetto diventare un’opera d’arte?

 

PAZZO          Non ti ho mai detto ciò.

 

CLOWN         No?

 

PAZZO          No. Ti ho solo descritto le prerogative di un’opera d’arte, ma non la sua origine.

 

CLOWN         Non è la stessa cosa?

 

PAZZO          No. (Silenzio). Non esiste un’opera d’arte in quanto tale.

 

CLOWN         Che cosa significa?

 

PAZZO          La follia partorisce opere d’arte, ma è la razionalità a riconoscerle come tali.

 

CLOWN         No, no, non capisco…

 

PAZZO          Come hai colto tu stesso, la realtà tende alla razionalità.

 

CLOWN         Quindi?

 

PAZZO          E’ la società, che si erge a giudice della follia. (Silenzio). Solo la società attuale ha il diritto di riconoscere un’opera d’arte come tale.

 

CLOWN         E’ impossibile! Non può dipendere tutto dal gusto della comunità.

 

PAZZO          E’ questa la realtà.

 

CLOWN Ma è una follia!

 

PAZZO La realtà è uno scherzo: la comunità si trucca da clown e detta le regole del gioco… E tutto diventa una barzelletta. (Silenzio). Perché non ridi?

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