Patrick Manuello (Sassari Italia)

Patrick Manuello (Sassari Italia)

ODISSEA OVVERO L’ULTIMA STRADA

Sono Odisseo, l’eroe famoso.

Affido alle acque questo testamento.

Le Sirene mi attendono laggiù

con il loro canto di miele.

Nessuno mi legherà, questa volta,

ci andrò col cuore da loro. Mi attendono.

La mia strada era sul mare pescoso,

in disparte dalle genti, nella solitudine delle onde.

Funeste tempeste e Poseidone irato

tra nubi d’odio, vortici d’acqua salata.

Tanto era lunga e faticosa la rotta che mi attendeva!

Non sopportavo più il mare!

Itaca ho nel cuore, è vero, ancora,

il trono e le case, lo sguardo di Penelope,

l’abbraccio di un figlio e quelle case di perla,

ombre di ulivi, cicale, l’azzurro del greco mare,

la mia giovinezza all’ombra di Laerte.

Diceva Tiresia laggiù tra i morti:

“Aspro ritorno sarà per te,

figlio di Laerte, privo di inganni,

solo gli dei ti salveranno,

ma il mare non perdona

e la Grecia è un punto lontano.

Alla fine accarezzerai

petrosa Itaca, non senza sangue di eroi”.

Nell’orrore di Ade vagai e compagni vidi,

simili a sogno d’ombra e lo strazio di mia madre

ancora risuona in me.

Tramonti ne ho visti tanti e cieli stellati,

di uomini alte le mura e città conobbi,

donne molte e dee amai.

Ho viaggiato molto. Ora sono stanco e vecchio.

La mia lingua era il greco che sa di Olimpo,

il re di Itaca, io, sapiente guerriero.

Non si direbbe che ero un re.

Le braccia arse, secchi i capelli.

E questo sole mi abbaglia, brucia,

sembro un mendicante! Solo mare e poi mare,

mare ovunque intorno a me, nessun compagno,

tanto vale il ritorno di un re?

Potevo tornare ad Itaca. Ma a quale prezzo?

Il mio presente è la vita, la mia speranza,

vale più di mille troni.

Addio vita, strade sul mare,

le Sirene mi attendono con la loro dolcezza,

col loro canto liberatore.

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