Mostra fotografica 2018 (home)

Mostra fotografica 2018 (home)

Mostra degli scatti inviati dai poeti del Concorso Internazionale di Poesia e Teatro Castello di Duino commentati con i loro testi e le loro parole.

Casa / home

La mostra delle foto inviate dai giovani partecipanti al Concorso Castello di Duino, cui il curatore aggiunge il commento dei loro stessi versi, rappresenta una declinazione particolare di quell’attenzione alle specificità di ciascun linguaggio e al dialogo necessario fra linguaggi diversi come patrimonio della complessità del pensiero e del sentimento.

Quest’anno la mostra, ha come tema “Casa /Home”, che il tema stesso della competizione poetica.

Le foto sono state inviate dai partecipanti con un nesso alla loro poesia. Proprio il rapporto tra foto e versi (dichiarato dagli autori e qualche volta reso esplicito da un titolo dato alla foto) ha prodotto risultati sorprendenti.

La casa “nido”, la casa “luogo” di sicurezza e ritorno, “spazio” di affetti radicati e profondi, la “casa memoria” è presente in queste foto o nei versi. Ma spesso il contrasto fra i versi e la foto è stridente.

Al senso della casa si accompagna sempre, anche “un senso profondo di perdita” (Saloni Sharma, India).

Molti sono gli spazi aperti, i cammini, gli sguardi sul mare che vengono collegati al tema “casa”, così come il tema del “ritorno”, della distruzione, della guerra, e persino della perversione; o del corpo come dimora ultima dell’energia vitale.

Quella casa da cui ci allontaniamo è una casa che ha nostalgia di noi? Si domanda Mrgherita Roffi.

E infine, si domanda l’autrice di una foto che rappresenta un azzurro indistinto fra mare e cielo, “dove è la nostra dimora?” Nel grembo da cui sorgiamo e nello spazio che ci sovrasta? E i versi aggiungono “ma è proprio accaduto il passato, quello delle guerre che hanno straziato l’umanità?” (Kornélia Czérna, Ungheria).

Le immagini,  si dice, parlano da sé. Ma quando sono unite alla parola, ai versi, il dialogo fra l’autore e l’osservatore, mediato dallo sguardo sull’oggetto, diventa particolarmente ricco: la parola insinua nell’oggettività dell’immagine una visione che la oltrepassa e trascolora.

Le immagini parlano attraverso le parole con cui l’osservatore (e il fotografo) le fa parlare. Metafore, ossimori, metonimie, Tutte le figure utilizzate dal discorso poetico e da quello letterario ridiventano corpo nella foto e ridiventano parola nell’autore e nell’osservatore.

Non manca in questa mostra l’emozione lasciata nel visitatore da un susseguirsi d’immagini che la curatrice non ha voluto ordinare in “sezioni” tipologicamente caratterizzate, per lasciare viva l’impressione della ricchezza di pensieri e sensibilità che esse riflettono.

 

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